Nella direzione della Quarta Teoria Politica - Mutuando Dugin

14.12.2018

Questa dissertazione non apparirebbe conducente se non facessimo delle dovute
premesse, ossia, identificare le tre principali teorie politiche, nell’ordine: liberalismo,
comunismo e nazionalismo/fascismo. E’ indubbio che tutte e tre appartengono alla
Modernità del pensiero politico e trovano posto esclusivamente nell’ambito di quel
periodo che gli storici definiscono “della storia moderna”, sebbene il Fascismo affondi
le sue radici valoriali nel ben più solido terreno della Tradizione. Fatto questo
distinguo è innegabile che storicamente e socialmente esse siano tutte e tre
essenzialmente moderne e hanno a che fare con la mappa ontologica (epistemologica)
e gnoseologica della filosofia dei Lumi con il concetto cartesiano del soggetto come
centro.
Fatta questa dovuta premessa, appare chiaro che l’attuale momento storico è
categoricamente unipolare e non solo dal punto di vista geopolitico (con gli USA e con
la NATO come centro globale di potere economico e militare), ma
anche ideologicamente, con il chiaro e assoluto dominio del liberalismo. Possiamo
accettare tale status quo (come fanno le élite politiche globali e le masse convinte e
mentalmente controllate da loro) o sfidarlo. La quarta Teoria Politica si propone di
fare ciò . Il problema che si pone è che, sia la 1PT, che la 2PT e la 3PT, per le ragioni
assunte in premessa, ossia il loro “porre il soggetto come centro ” (e di questo ne siamo
tutti ben consci, per i limiti ideologici che incontriamo tra le persone, quando si cerca
di fare proselitismo politico nel nostro cosiddetto “ambiente”) , non appaiono come
strumenti adatti ad affrontare tale impegnativa sfida. Di fatto, volenti o nolenti
bisogna ammettere che tutte e tre le teorie politiche sono strumentalizzate e
condizionate dal pensiero liberale, ormai imperante e assorbente che pone l’individuo
e l’individualismo alla base di ogni sentire e ragionare, nel mondo in cui viviamo.
Si rimane quindi in una sorta di trappola, ove il dominio assoluto del liberalismo (1PT)
non ci permette di avere alcuna seria diversa visione, pretendendo che non ci sia nulla
in alternativa a questo modello di vita, che appare, a prima vista, imperante. Così
siamo costretti a restare all’interno del momento unipolare o a girare sulle curve dei
labirinti di simulacri artificiali — tra il liberalismo anarco-comunista di estrema sinistra
e il liberalismo del grande capitale di estrema destra.
Per capire la Quarta Teoria Politica correttamente, dobbiamo prendere in
considerazione quelli che sono i tre paradigmi di base, che la Storia ci consegna:
· Pre-Modernità (società tradizionale)
· Modernità (società moderna)
· Post-Modernità (un tipo di post-società o dis-società dove tutti i legami sociali
e tutte le forme di identità collettive — incluso il genere — sono distrutti, resi
“optional”
La 4PT propone la riscoperta della Pre-Modernità, intesa non come il passato, ma
come una struttura immanente, a-temporale di principi e di valori che​
appartengono a un diverso Universo filosofico (dove esistono l’Eternità, il Dio o gli
dèi, angeli, anime, il diavolo, la fine del tempo e la risurrezione dei morti). Infatti, Il
concetto di passato (come qualcosa che non è più ) con connotazione negativa è
essenzialmente un concetto moderno, a sua volta basato sulla negazione della
dimensione dell’Eternità e dell’assolutizzazione del tempo (divenire). La Pre-Modernità
non è il passato. La Pre-Modernità è la società, la cultura, la Weltanschauung e il
sistema politico costruito sul fondamentale credo nell’Eternità . La Modernità nega
questo — da qui la sua epistemologia crono-centrica e la completa focalizzazione
sul soggetto, sull’individuo, sull’attuale sul mero interesse economico e
finanziario. La 4TP rifugge e avversa tutto questo e la modernità, intesa come
valore atto ad affermare questi non-valori.
Dugin, in particolare assume che le tre teorie politiche propongono tre versioni del
soggetto politico, identificandolo:
· con l’individuo (prima teoria politica — liberalismo),
· con la classe (seconda teoria politica — comunismo / socialismo),
· con la nazione/razza (terza teoria politica — nazionalismo, fascismo, nazismo).
E correttamente traccia il loro excursus storico, ricordando che dopo la comune vittoria
della 1PT e 2PT sulla 3PT nella seconda guerra mondiale, la 3PT è sparita dalla realtà
politica. Dal 1945 appartiene al passato, o ha completamente perso il suo significato e la
reale influenza sulla politica mondiale e sulle società. Da quel momento è iniziata la lotta
tra 1PT e 2PT. Questo era il significato della seconda metà del XX secolo dal punto di vista
ideologico. Con la fine del XX secolo, ha coinciso la fine della battaglia tra 1PT e 2PT e la
1PT ha definitivamente vinto rimanendo da quel momento l’unica teoria politica che
rappresenta la Modernità, come tale, sul piano ideologico. Il liberalismo ha trionfato ed è
diventato il sistema universale di pensiero (Pensée Unique) su scala mondiale. Quindi la
globalizzazione e così via. Dal 1989, con la caduta del muro di Berlino siamo entrati nel
contesto dell’Impero Liberale planetario. Non possono esserci più né 3PT, né 2PT. Tutto ciò
che vagamente le ricorda sono simulacri liberali.
Nel merito di questa presuntuosa sintetica esegesi, appare interessante leggere di
Dugin, il capitolo sulla 4TP nel suo libro Putin contro Putin, ove lo stesso ipotizza tre
diversi percorsi per transitare alla 4TP a seconda del contesto da cui si parte, che sia la
1Tp, la 2TP o la 3TP ... i lettori forbiti sono avvisati.
Altiora Semper