La Nuova Destra Italiana

10.12.2014

Lega Nord demonstration. Photo: en.wikipedia.orgLega Nord demonstration. Photo: en.wikipedia.org

Matteo, nome comune di persona e di politici emergenti. In Italia, dopo Matteo Renzi, sta letteralmente spopolando Matteo Salvini, leader della Lega Nord e fan di Marine Le Pen e Vladimir Putin, che ogni giorno raddoppia sempre più i consensi e riempie gli spazi lasciati vuoti da una destra ormai allo sbando, orfana di un leader carismatico, priva di idee e di coerenza con il proprio elettorato.

Matteo SalviniMatteo Salvini

Le ultime elezioni amministrative regionali che si sono tenute in Emilia Romagna e in Calabria sono lo specchio di quanto sta accadendo in Italia, dove la politica si muove alla velocità della luce: il Partito democratico, ai ferri corti con i sindacati di sinistra, è riuscito a vincere, ma l’affluenza bassissima ha fatto suonare l’allarme al premier Renzi, colpevole di non essere riuscito a raccogliere lo zoccolo duro del proprio elettorato in Emilia Romagna, in passato culla storica del comunismo, e divenuta oggi terra fertile della sinistra moderata. Ora la minoranza interna al suo partito, forte di questo dato, accentuerà la polemica in cerca di rivalsa. Ma la stessa bassa affluenza, per contro, fa sorridere ed esultare Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che ha visto il proprio partito raggiungere l’inedita soglia del 20%, raddoppiando l’ex primo partito di centrodestra italiano Forza Italia, di Silvio Berlusconi, fermo all’8%. Che i sondaggi dessero la Lega Nord in crescita era chiaro, ma queste percentuali ‘bulgare’ non se le immaginava nessuno, nemmeno Matteo Salvini. Nello stesso tempo è stato lanciato un segnale forte alla sinistra, avvertendola che esiste un antagonista, e allo stesso modo si è determinata la morte della destra per come la conoscevamo fino ad oggi.

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni raggruppa sì e no il 2% degli italiani e rischia di scomparire sotto Salvini che gli ruba sapientemente spazi e argomenti elettorali.
Forza Italia è spaccata in due: da una parte il ‘padre padrone’ Silvio Berlusconi rimane alla guida contornato da alcuni fedelissimi, sempre più ‘offuscato’ dalla sua attuale compagna Francesca Pascale e dalla sua assistente personale nonché senatrice Maria Rosaria Rossi; dall’altra il fronte guidato da Raffaele Fitto, capo di una corrente interna che allo stato attuale conterebbe più di trenta parlamentari fra Camera e Senato, è pronto a intraprendere una guerra interna per la guida del partito. Questa faida però, unita ai continui patti stretti con la sinistra sul tema delle riforme, sta minando il consenso agli occhi dei propri elettori che vedono in Forza Italia sempre più un movimento politico allo sbando, lontano dalla realtà dei cittadini, troppo schiacciato sugli accordi presi da Berlusconi e Renzi.

Matteo RenziMatteo Renzi

Il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, ex delfino di Berlusconi, fatica a raggiungere il 4% e anch’esso vive il doppio conflitto con i propri elettori: appoggiando la sinistra al Governo nazionale, si schiera invece all’opposizione in tutte le amministrative, lasciando così la propria base politica, quella che quotidianamente vive il contatto con i cittadini, a non sapere come giustificarsi di fronte a chi li accusa di essere la stampella della sinistra al governo, lo stesso che vota per divorzio breve, unioni civili e altri temi notoriamente distanti dagli elettori di destra.

Così il giovane eurodeputato Matteo Salvini e la sua Lega Nord speculano sugli acciacchi e le carenze dei partiti di destra, entrano nelle casa degli italiani attraverso la curiosità che i media nazionali attribuiscono a questo nuovo fenomeno, cavalcano le proteste che uniscono trasversalmente lo ‘Stivale’: dall’immigrazione clandestina al lavoro, dal ritorno alla moneta unica e l’uscita dall’euro al motto “prima gli italiani”. Qualcuno ricorderà lo storico segretario della Lega, Umberto Bossi, lo stesso che chiedeva la scissione della Padania (area geografica socio-culturale non ben definita che si estende approssimativamente fra Emilia, Lombardia e Veneto), che non cantava l’inno d’Italia e venerava, in maniera un po’ ridicola agli occhi degli italiani, il Dio Po (il più grande fiume del Paese).

Ora invece con Salvini la musica sembra essere cambiata: da Lega Nord, presto e con ogni probabilità, si passerà alla Lega dei Popoli, un nuovo partito adatto a candidarsi in tutta Italia, che non guarda più al Settentrione come all’unica patria esistente da difendere, bensì capace di raccogliere la sfida anche nel sud del Paese, dove i sentimenti degli italiani sono sempre più analoghi al nord. Il processo è iniziato e la battaglia per la leadership ormai consacrata: quale Matteo dei due la spunterà?