Libano, l’esercito arresta numerosi terroristi ad Arsal. Nuove tensioni tra sciiti e sunniti

Venerdì, 10 Giugno, 2016 - 10:30

Un numero di terroristi non precisato è stato arrestato dall’esercito libanese nella città di Arsal, nel nord del Libano. Lo riferisce l’agenzia stampa governativa “Nna”, precisando che i miliziani sono stati fermati presso un posto di blocco. Arsal si trova nella valle della Bekaa, al confine con la Siria, e rappresenta un crocevia per il transito di terroristi e il traffico di armi. Lo scorso primo giugno, il generale Jean Kahwagi, comandante in capo dell’esercito libanese, ha detto che le misure “eccezionali” adottate dall’esercito libanese hanno permesso di contrastare l’infiltrazione delle organizzazioni terroristiche nelle zone di confine con la Siria. “Le misure eccezionali prese dall’esercito nella regione nord-orientale del paese hanno contribuito a impedire l’ingresso di autobombe in Libano”, ha aggiunto il generale Kahwagi.

“I nostri soldati hanno dimostrato nelle diverse operazioni il loro coraggio, la loro abilità e il loro senso di sacrificio”, ha detto il comandante dell’esercito libanese. Kahwagi ha aggiunto che “ulteriori equipaggiamenti permetterebbero ai militari di essere ancora più efficaci e avere la meglio negli scontri con il miliziani più rapidamente”. Una delle zone vicino al confine siriano dove si sono registrati intensi scontri tra l’esercito libanese e i presunti terroristi affiliati allo Stato islamico è quella di Arsal, città nel nord-est del Libano a maggioranza sunnita, dove vivono molti rifugiati siriani.

Due settimane fa, il leader religioso sunnita della città di Arsal, Mustafa Hujeiri, ha accusato il movimento sciita Hezbollah di essere responsabile dell’uccisione di suo nipote Hussein Hujeiri avvenuta qualche giorno prima. Durante una manifestazione che ha raccolto centinaia di persone, il leader religioso ha detto: “Hezbollah è responsabile per la sua uccisione”. Il giovane di circa 20 anni è stato trovato morto lo scorso 24 maggio sulla tomba del militare ucciso dai miliziani jihadisti Mohammad Hamieh nella città di Taraya, in un quartiere della città di Baalbek, città nel nord-ovest del Libano.

L’accusa del leader religioso sunnita a Hezbollah però viene smentita dai fatti.  Infatti l’uccisione è stata rivendicata dal padre di Hamieh, Maarouf, il quale avrebbe compiuto il gesto per vendicare la morte del figlio ad opera dei miliziani del Fronte al Nusra nel 2014 avvenuta con la complicità della famiglia Hujeiri.

La manifestazione in ogni caso, come osservato da più parti, potrebbe aumentare il rischio di scontri settari tra sunniti e sciiti. Mustafa Hujeiri ha lanciato un appello alla popolazione di Arsal presente al consueto sermone del venerdì, chiedendo l’arresto degli assassini del nipote e sottolineando che la famiglia ha il diritto di vendicarsi contro gli Hamieh dopo questo omicidio. Il leader religioso sunnita ha inoltre ribadito il suo sostegno ai ribelli siriani che combattono il presidente Bashar al Assad, in particolare il gruppo Ahrar al Sham, noto per i suoi legami con il Fronte al Nusra. Anche il neoeletto sindaco di Arsal, Bassil Hujeiri ha invitato le autorità presenti alla manifestazione a trovare e punire l’assassino di Hussein.

Nel frattempo, uno degli esponenti del clero sciita libanese, Ali Fadlallah, ha fortemente criticato l’evoluzione degli scontri regionali che ormai si sono “trasformati in conflitti settari provocando un enorme spargimento di sangue negli interessi di chi dirige questo gioco”. Parlando in un comizio nel villaggio di Nahran, nel nord del Libano, Fadlallah ha affermato che “il problema è che si è perso di vista il valore della vita umana e del prossimo sottomettendo tutto agli interessi settari”. Per Fadlallah “è necessario essere giusti in campo politico è capire che quanto sta avvenendo nella regione non è uno scontro settario ma uno scontro politico che sfrutta gli sciiti”.

fonte : spondasud