Cultura

Alla vigilia dell’Eurasiatismo: un nuovo sguardo sul pensiero prerivoluzionario russo

22.07.2022

È ora disponibile la traduzione in russo della monografia di Marlene Laruelle Il mito ariano e il sogno imperiale nella Russia del XIX secolo. La ricercatrice francese è nota al lettore russo per il suo imponente libro sull’eurasiatismo negli anni ’20 e ’30, di cui ora è disponibile una sorta di prologo. Purtroppo il nuovo libro è molto disordinato, pieno di refusi e imprecisioni, anche nei nomi. Tuttavia, è evidente che l’esperto traduttore, che ha da poco compiuto 85 anni, è rimasto affascinato dall’argomento e ha scritto alcuni commenti personali. Tuttavia, dobbiamo fare i conti con l’edizione che abbiamo. È indubbiamente degno di essere descritto alla luce dello studio della storia del pensiero sociale e della scienza storica russa dall’inizio del XIX secolo all’inizio del XX.

La Rus’ di Rurik

29.06.2022

“Chi spiega correttamente il nome della Rus’ troverà la chiave per spiegare la sua storia primordiale”, ha scritto lo storico polacco A. R. Brueckner. Inoltre, non solo la sua storia primordiale, ma anche il “seme del suo logos”, il suo significato, e troverà la chiave del futuro della Russia. Come scrisse il monaco Andronik (A.F. Losev), “l’espressione greca EIS ONOMA o EN ONOMAK, “nel nome”, dimostra di per sé che il nome è una certa collocazione delle energie divine, e l’immersione e la residenza in esso di tutti gli esseri creati porta all’illuminazione e alla salvezza di questi ultimi”.

Un’agenda rivoluzionaria per persone normali (parte prima)

23.06.2022

Accadono strani fenomeni: mentre si diffonde a macchia d’olio il non voto- per mancanza di speranza e deficit di rappresentanza – le preferenze delle classi lavoratrici e dei ceti meno abbienti si spostano verso destra. Ci scusiamo per l’utilizzo dello schema destra-sinistra, largamente superato proprio in ragione dei movimenti descritti e per altre cause storiche, ma è il mezzo per svolgere un ragionamento complessivo. Da parte del variopinto mondo progressista e arcobaleno, lo smottamento non è compreso nella sua estensione e tantomeno nella profondità delle sue ragioni.

Sri Aurobindo: “Vedo solo Dio, il suo gioco nell’Universo e la sua Volontà nell’Umanità” [3]

02.06.2022

L’aforisma di Whitehead secondo cui “tutta la filosofia europea non è altro che note a margine degli scritti di Platone” è diventato una frase popolare. Ma è una di quelle che vengono in mente quando si studia Sri Aurobindo. Immergendosi fin da giovane nella cultura europea occidentale e diventandone un profondo conoscitore, Sri Aurobindo ha dato vita a una ricostruzione originalissima del Vedanta, in cui si può scorgere un’indubbia, anche se implicita, influenza del platonismo, del neoplatonismo, dello gnosticismo e del cristianesimo mistico. Il metodo stesso del poeta di conoscere e contemplare Dio attraverso il silenzio spirituale e lo svuotamento della mente rivela una sorprendente somiglianza con la pratica esicasta del “fare mentale” e della contemplazione della Luce del Tabor.

 

Sri Aurobindo: “Vedo solo Dio, il suo gioco nell’Universo e la sua Volontà nell’Umanità” [2]

01.06.2022

Il poema epico “Savitri” di Sri Aurobindo si basa sull’antica leggenda vedica della devota moglie, la principessa Savitri, che con il potere del suo amore e della sua rettitudine vince la morte e riporta in vita il marito defunto, il principe Satyavan. Sri Aurobindo rivela l’essenza simbolica dei personaggi e della trama dell’antica leggenda e la usa per esprimere le proprie intuizioni e realizzazioni spirituali. Nel creare l’epopea si è proposto di esprimere a parole i livelli superiori di Supercoscienza a disposizione dell’uomo, per aiutare tutti i ricercatori spirituali a entrare in contatto con questi livelli e a elevarsi verso di essi.

Sri Aurobindo: “Vedo solo Dio, il suo gioco nell’Universo e la sua Volontà nell’Umanità” [1]

31.05.2022

Chi di noi non è rimasto incantato dalle fiabe orientali da bambino? “Le avventure di Sinbad il marinaio e Ali Baba e i quaranta ladroni” di Shaherezada, “Shahnameh” di Ferdowsi, e ancora “La storia di Khoja Nasreddin” raccontata da Leonid Soloviev o “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling: tutte queste storie meravigliose hanno catturato la nostra immaginazione e l’hanno riempita di un meraviglioso sapore di mistero orientale. “Sesamo, apri!” dicevamo davanti all’armadio chiuso a chiave, e sembrava che un semplice incantesimo avrebbe aperto le porte a tesori incalcolabili e alle meraviglie più sorprendenti…